sabato 2 febbraio 2013

Pedofilia a Los Angeles, cacciato cardinale: "Ha fatto cose terribilmente diaboliche" - Affaritaliani.it

Pedofilia a Los Angeles, cacciato cardinale: "Ha fatto cose terribilmente diaboliche"
L'accusa è di quelle più infamati: aver coperto gli abusi su minori da parte di alcuni sacerdoti. Il provvedimento è durissimo: la rimozione da qualsiasi incarico amministrativo o pubblico della Diocesi di Los Angeles, la più grande diocesi cattolica degli States. Si chiude così la vicenda del cardinale Roger Mahony, arcivescovo emerito di Los Angeles, che oggi il suo successore Jose Gomez ha punito con parole molto dure scritte in una lettera ai fedeli pubblicata sul sito dell'Arcidiocesi: "Trovo che  le testimonianze siano letture brutali e dolorose".

CACCIATI IN DUE- Il comportamento descritto in questi documenti è terribilmente amaro e pieno di male". Monsignor Gomez condanna Mahony senza remissione di peccato: "Il mio predecessore ora ritiratosi, il cardinal Roger Mahony - scrive - ha espresso il suo dolore per non aver potuto proteggere completamente i minori affidati alle sue cure. Con effetto immeditato, l'ho informato che non potrà avere più alcun tipo di responsabilità amministrativa o pubblica". E il repulisti continua, perché dall'Arcidiocesi di Los Angeles rotola un'altra testa: "Il vescovo ausiliare, monsignor Thomas Curry si è discolpato pubblicamente per le decisioni che ha preso al tempo in cui era in carica come Vicario per il Clero. Ha presentato la sua rinuncia come vescovo regionale di Santa Barbara. Ho accettato la sua richiesta di dimissioni".

"DENUNCEREMO I PRETI PEDOFILI" - Poi monsignor Gomez prende un impegno pubblico con i fedeli: "A tutti i cattolici dell'Arcidiocesi di Los Angeles voglio dire: sappiate che continueremo, come già stiamo facendo da molti anni, a segnalare immediatamente alle autorità competenti tutti i ragionevoli sospetti d'abuso, così come procederemo a rimuovere dal sacerdozio tutti quelli che siano stati ragionevolmente accusati. Continueremo a lavorare, giorno dopo giorno, perché siamo sicuri che i nostri bambini siano al sicuro e ben curati nelle nostre parrocchie, scuole e in tutti i ministeri di quest'Arcidiocesi". Con la promessa che: "Nelle prossime settimane, forniremo tutte le spiegazioni su queste decisioni. Oggi è un giorno di preghiera e riflessione, così come di profonda compassione verso le vittime degli abusi sessuali sui minori".

OLTRE 12.000 PAGINE DI ACCUSE- La decisione dell'Arcivescovo è arrivata dopo una settimana da quando sono stati resi pubblici documenti contenenti accuse per un totale di oltre 12.000 pagine; si tratta di carte relative a 14 sacerdoti al centro di una causa civile per risarcimento danni, nel corso della quale è emerso che almeno fin dagli anni '80 la gerarchia ecclesiastica locale avrebbe coperto l'abuso sui minori. Il metodo era classico: davanti ai sospetti, Mahony e Curry trasferivano i sacerdoti fuori dalla California. Non è tutto: i due avrebbero evitato a sacerdoti in odore di pedofilia l'ingresso in centri di trattamento gestiti dalla Chiesa per questo genere di abusi. E tutto questo perché, se i preti avessero ammesso gli abusi ai loro medici, i medici avrebbero dovuto denunciare tutto questo alle autorità. La sterminata quantità di carte contiene, secondo l'arcidiocesi, 124 cartelle personali, 82 delle quali - riferisce il Guardian - contengono informazioni sulle accuse in tema di abuso sessuale. Un colpo tremendo che fa il paio con i risarcimenti per quasi 500 milioni di euro che la Diocesi ha dovuto pagare nel 2007 ad oltre 500 vittime di abuso. Secondo le statistiche pubblicate dall'Arcidiocesi, il boom di casi d'abuso è stato tra il 1975 e il 1980, ma già dalla fine degli anni '50 si segnala un consistente aumento. La Diocesi di Los Angeles ha da tempo adottato un programma per la lotta all'abuso sui minori.

ECCO LE CARTE DEL CASO MAHONY. E la vittima scrisse a Wojtyla: "Se non vuoi chiedere scusa per i preti pedofili, scomunicami"
E adesso passiamo alle carte, pubblicate dall'Arcidiocesi a questo indirizzo http://clergyfiles.la-archdiocese.org/#. Affari vi offre in download il report su monsignor Leonard Abercrombie, che è accusato di aver molestato un chierichetto negli anni '70 all'ospedale per veterani di Los Angeles dove Abercrombie era stato trasferito in quel decennio (prima era in Colorado, presso la Diocesi di Denver, dove era stato assistente spirituale negli oratori estivi). È morto nel '94 a 93 anni, ma la giustizia americana ha fatto il suo corso.

LA SEGNALAZIONE-  Tra le denunce c'è anche una segnalazione: qualcuno ha accusato Abercrombie di averlo molestato dopo essersi garantito la fiducia dei genitori. O comunque ha chiesto informazioni, probabilmente è un giornalista (come si vedrà nel corso del report). Andiamo a pagina 3 del rapporto, ecco una lettera del 25 aprile '94 nella quale il Vicario per il Clero, Timothy Dyer, risponde a una segnalazione: "Per prima cosa, non avevamo ricevuto comunicazione del ritiro di padre Abercrombie e i nostri registri lo indicano ancora come Cappellano al Centro Medico per i veterani a Sepulveda, California". Dyer dice che don Abercrombie "Non può svolgere il suo ministero senza l'assenso dell'Arcidiocesi e se c'è nel suo passato dell'abuso sessuale, non possiamo concederglielo. Perciò lo contatteremo per farglielo sapere". Poi il Vicario ringrazia l'autore della lettera e: "Richiamo la sua attenzione sul fatto che per le sue condizioni di salute al momento non è un sacerdote in servizio attivo". Insomma, ammesso che abbia compiuto abusi su bambini, adesso sta male e non può celebrare. Non una parola su processo canonico o denuncia all'autorità. E andiamo avanti.

LA LETTERA AL PAPA- Il report (pag. 4), presenta una lettera scritta al Papa Giovanni Paolo II nel luglio 2003. La missiva è in copia ai cardinali James Stafford (oggi ex Penitenziere Maggiore, e tra l'86 e '96 Arcivescovo di Denver) Mahony, il vescovo Richard Hanifen, La Gazette di Colorado Springs. L'estensore ricorda al Papa oggi Beato di aver spedito già nel '93 una lettera di denuncia, dichiarando di essere stato molestato da Abercrombie durante un campeggio a Camp St. Malo in Colorado (quindi siamo verso o negli anni '70), dove Abercrombie era cappellano. L'accusa è pesante: "Ho informato ognuno di voi (i destinatari della lettera, N.d.R.) che la Diocesi di Denver ha coperto gli abusi di Abercrombie sui bambini, permettendogli di molestare me e altri che conoscevo quando Le ho scritto". Già nel 1961, scrive la presunta vittima il Nunzio negli States (l'ambasciatore del Papa) sapeva dei continui trasferimenti di parrocchia in parrocchia e dei problemi di Abercrombie, "e ha partecipato alla copertura". La vittima accusa: "Nei 10 anni dalla lettera che le ho spedito, non ho mai sentito una parola di scuse da ognuno di voi, eccetto il nostro amico di famiglia Vescovo Richard Hanifen di Colorado Spring: Lei mi ha ignorato, e così il cardinal Mahony, Stafford, e Abercrombie è stato zitto". Poi chi scrive la lettera continua sottolineando che i vescovi cattolici si sentono al di sopra della legge e che l'unico contatto col Vescovo di Colorado Springs, Michael Sheridan: "è stata una richiesta di soldi per i seminaristi!". E conclude chiedendo di essere scomunicato qualora la Chiesa non presenterà almeno le sue scuse per gli abusi sui minori (quelle scuse, bisogna dire, sono poi arrivate e con Benedetto XVI, in particolare, la Chiesa è intervenuta con forza sull'abuso sui più piccoli).

LA PISTOLA FUMANTE?- Nella pagina successiva alla lettera qualcuno (Mahony?) interviene. Ecco qua: il 16 luglio del '93, in merito a quella prima lettera di denuncia, un giornalista del Colorado Springs Gazette trova Abercrombie e telefona a monsignor Dyer per delucidazioni. È la prima lettera che abbiamo visto in apertura del rapporto. Dyer risponde insomma che il sacerdote risulta "ritirato" dall'Arcidiocesi di Denver e che è stato ordinato nel '46, ma che è sotto la giurisdizione dell'Ordinariato Militare (che racchiude i cappellani militari) dal momento che Abercrombie presta servizio all'ospedale per i veterani. A margine ecco la nota a penna (la grafia non è molto comprensibile, va detto): "(Omissis) Promemoria per (omissis) sull'inopportunità di inviare qualsiasi cosa simile a questa questa a chiunque non sia il Vicario per il Clero".

ABERCROMBIE ACCUSATO- La diocesi di Los Angeles, comunque, si attiva. E chiede informazioni a quella di Denver, dove allora c'è l'oggi cardinale Stafford. Vuole evidentemente sapere che cosa sia di Abercrombie. E l'8 aprile del '94 ecco che a monsignor Dyer arriva una lettera. L'autore si è informato presso l'arcivescovo Stafford su padre Abercrombie, e riferisce: " Abercrombie ha risieduto a Los Angeles negli ultimi 22 anni, credo si sia ritirato a causa della sua salute malridotta circa due anni fa". E ancora: "Vorrei comunicarle che l'Arcivescovo Stafford ha recentemente ritirato dal servizio sacerdotale padre Abercrombie sulla base di accuse di abusi sessuali occorsi oltre 20 anni fa. Padre Abercrombie ha negato le accuse. Non c'è stata alcuna azione legale a Denver sulla base di queste accuse e, abbastanza francamente, non ci aspettiamo ne saranno intentate". E ancora: "E' mia opinione che - basandomi sul fatto che padre Abercrombie non stia bene in salute - il suddetto Padre non stia svolgendo il suo ministero sacerdotale". C'è un post-it su questa lettera che dice: "Non siamo stati informati del fatto che fosse ancora all'ospedale dei veterani. Ancora risiede a Los Angeles! Ha svolto il ministero qui dal 1974, dobbiamo trovarlo ma dove sta?". Se lo abbiano trovato, il report non lo dice. Ma nel 2003 la giustizia della California si è attivata. E questo report, insieme ad altri 123, è uno dei motivi che hanno spinto monsignor Gomez a "punire" il predecessore Mahony

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